LA CAPSULA DEL TEMPO DI FERMIGNANO
29 MARZO 2015 – 29 MARZO 2115
Il 29 marzo prossimo la Contrada La Pieve ha fatto una capsula del tempo.
Significa che gli amici della Contrada sono stati in Piazza per tutta la giornata a raccogliere gli oggetti di chi li ha voluti portare per metterli dentro un grande contenitore in acciaio che poi è stato sepolto sul monte di Ca’ Paino. Questo contenitore, questa capsula del tempo, sarà dissotterrata e aperta fra cent’anni.
Tutto nasce da una presunzione. La presunzione è quella di pensare che il presente che noi tutti viventi adesso contribuiamo individualmente a creare avrà un valore fra cent’anni.
Abbiamo un oggetto che riteniamo valga la pena tramandare a persone che mai conosceremo? E qual è quell’oggetto? Bastava che fosse di dimensioni contenute e non deperibile. Ad esempio, a molti piace tantissimo la crostata con la ricotta, ma non la si poteva mettere nella capsula, perché in poco tempo non sarebbe rimasto più niente. Neanche un gatto al quale si è affezionati, a meno che non sia impagliato. Allo stesso modo, neanche un nemico. Ma un videogioco, un paio di scarpe, un cuscino, la medaglietta della Prima Comunione, foto, lettere, sì, questo sì, questo non sarebbe male da tramandare, da condividere.
Pensate che in un fosso c’è sepolta una botte gigantesca con dentro giochi, scarpe, cuscini, medagliette della Prima Comunione, foto, lettere di gente vissuta cent’anni fa.
Pensate che un giorno si fa una festa e si scava e questa botte gigantesca si porta in Piazza e si apre e si scopre cosa c’è dentro. Pensate a quanta roba, oltre i giochi, le scarpe, i cuscini, le medagliette, le foto e le lettere.
Ecco, cosa c’è nella botte gigantesca sepolta cent’anni fa? Il brivido di scoprirlo noi lo regaliamo ai nostri nipoti dei nipoti. Noi quasi sicuramente non ci saremo quando sarà aperta la capsula fra cent’anni. Non ci saremo dopo perché ci siamo adesso.












